mercoledì 2 aprile 2014

Addetto alla vigilanza senza cinture di sicurezza? È per il suo bene

La fattispecie di cui si è occupata la Cassazione, con la sentenza 899/14, nasce da un sinistro stradale in cui era rimasto coinvolto un metronotte, che viaggiava sul furgone blindato addetto al trasporto valori guidato da un collega. Nodo centrale della questione è l’obbligo o meno, per il datore di lavoro, di far indossare le cinture di sicurezza agli addetti al servizio di vigilanza. La Cassazione, in pratica, ha dovuto decidere se nel caso di specie è applicabile l’art. 172, n. 3 lett. c, codice della strada – che esenta dall’uso delle cinture di sicurezza gli «appartenenti a servizi di vigilanza privata che effettuano scorte» – oppure l’art. 2087 c.c. – che impone all’imprenditore di adottare, nell’esercizio dell’impresa, le misure necessarie a «tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro» – (tutela delle condizioni di lavoro). Gli Ermellini, sul punto, affermano che la disposizione del codice della strada «prevale, in ordine al punto dell’esenzione dall’obbligo di indossare le cinture di sicurezza per gli addetti a servizi di vigilanza, sui doveri di cui all’art. 2087 c.c., essendo l’esenzione prevista stata predisposta proprio allo scopo di tutelare la salute e la sicurezza del lavoratore in connessione con la specifica attività svolta». www.dirittoegiustizia.it

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