venerdì 4 ottobre 2013

Il primato, poi crisi e scandali I due anni neri di Luigi Compiano

Rapine, sanzioni e la maxi inchiesta di polizia che rivelò trasporti fuorilegge e false dichiarazioni Così la corazzata di Luigi Compiano ha sofferto la concorrenza e perso appalti cruciali Era la corazzata della sicurezza e del trasporto valori, l’azienda record capace di dare l’assalto al mercato conquistando terreno mese dopo mese, appalto dopo appalto. Poi, quasi d’improvviso, la crisi, il declino, le denunce che oggi mettono in bilico il futuro della North East Services, il colosso di Luigi Compiano. La prima batosta arrivò all’inizio del duemila, pochi giorni dopo l’assalto dei banditi che svaligiarono il furgone della Nes a Conegliano scappando con 1 milione di euro. La questura di Treviso verificò che i vigilantes di sorveglianza erano due, e non tre come previsto dal regolamento, e per di più non attrezzati. Scattò il blocco e la sanzione che la società riuscì ad arginare con un ricorso lampo al Tar. La corazzata continuò la sua corsa allargando i confini della sua influenza poi si scontrò con la crisi e la concorrenza pesantissima delle altre aziende che si occupavano di trasporto valori e sicurezza insidiando anche la leadership della capostipite «Vigilanza Compiano» nell’attività di controllo «porta a porta». Mentre gli appalti diventavano via via meno certi, come i rapporti di lavoro con i grossi gruppi, ecco arrivare una nuova pesantissima stangata, di immagine e commerciale, più che legale. A scatenarla l’indagine avviata dalla polizia amministrativa della Questura di Treviso guidata da Carmine Damiano su imput della Banca d’Italia e di alcune rivelazioni interne. La North East Services venne accusata di effettuare il servizio di trasporto valori senza rispettare i regolamenti imposti proprio dal questore per garantire la sicurezza dei carichi; aver compilato false dichiarazioni; aver fatto lavorare ancora i suoi dipendenti in condizioni di insicurezza. L’inchiesta portò alla luce un metodo di lavoro assolutamente fuorilegge. Blindati messi in strada con tre, otto, alle volte anche 18 milioni di euro nel vano posteriore e nessuna volante della polizia al seguito, nessuna scorta, nessun rafforzamento dei sistemi di sicurezza come invece avrebbe previsto quel regolamento che limitava i carichi comuni a soli 500 mila euro. L’enorme mole di traslochi «fantasma» veniva nascosta alle autorità con dei registri contabili «confezionati» ah hoc per cancellare i mostruosi superamenti della soglia di sicurezza ma anche l’estensione dei tragitti che molte volte sforavano i confini provinciali e regionali a sfregio del regolamento. L’inchiesta, quasi incredibilmente, si concluse solo con una sanzione pecuniaria e non –come pensava di ottenere il questore – la sospensione temporanea dell’attività della Nes che però subì un profondo contraccolpo in termini di fiducia aziendale. Compiano fece i salti mortali per mantenere la barra dritta ma arrivarono i guai, esterni ed interni. I primi relativi alla perdita di alcuni pesanti appalti, gli altri collegati alla necessità dell’azienda di ridurre i costi di produzione e tagliare manodopera. L’allarme scattò alla fine del 2012, a quasi un anno di distanza dalla clamorosa inchiesta finita a pacche sulle spalle. La North East Services annunciò un piano di riduzione del personale del 10% e i sindacati svelarono i conti di una situazione aziendale preoccupante. La corazzata del trasporto valori aveva perso nel giro di pochi mesi appalti milionari con alcune filiali di Monte dei Paschi di Siena e Unicredit, due clienti «di peso», senza i quali la società avrebbe dovuto ridurre i costi. Ma dopo le due banche – e qui si entra nell’ultimo periodo – vennero meno anche i contratti con altri importanti clienti: quelli legati al gruppo Iccrea, l’organismo che raggruppa le banche di credito cooperativo (affidatosi ad un istituto concorrente), più – a detta dei sindacati – una catena di supermercati del padovano. A loro poi si sarebbe aggiunta quella Veneto Banca che proprio una settimana fa avrebbe scelto – su questo la banca mantiene il massimo riserbo – di chiudere alcuni rapporti con l’azienda avviando le procedure per il ritiro dei capitali depositati nel caveau di Silea. Oggi, con questo nuovo scandalo, la North East Services rischia di un colpo durissimo, soprattutto fino a quando non farà chiarezza su quanto accaduto presentando una propria posizione in merito. La società, per ora, si limita a dire di non aver intenzione di chiudere battenti. http://tribunatreviso.gelocal.it

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