mercoledì 30 gennaio 2013

Denuncia i turni massacranti. Guardia giurata licenziata

giorgio gurrieriGiorgio Gurrieri
Ha denunciato i massacranti turni a cui era sottoposto ed è stato licenziato. Giorgio Gurrieri ha lavorato per alcuni anni presso una società di vigilanza privata di Mestre. I turni sono diventati sempre più lunghi ed estenuanti, ogni basilare diritto veniva calpestato. Con il buon senso e con il dialogo ha tentato inizialmente di trovare una soluzione. Poi lo scontro si è fatto sempre più acceso fino ad arrivare davanti al tribunale, scoprendo un intreccio di strani rapporti tra controllori e controllati.
«Sono stato assunto nel novembre del 2006 come guardia particolare giurata con mansioni promiscue, i miei turni erano prevalentemente notturni. Dal mese di gennaio qualcosa è cambiato: una sera dopo aver svolto servizio in una portineria dalle 22 alle 6 del mattino, ho ricevuto una telefonata dalla centrale operativa, dove mi si ordinava di salire su un furgone. In sostanza era proprio un ordine: nella vigilanza privata esiste il contratto a tempo indeterminato ma ci sono 60 giorni di prova. Le persone vengono assunte in periodi di carenza di organico o di maggior lavoro e prima che scadano i due mesi le lasciano a casa. Per evitare di essere mandato via anche io, accetto di proseguire il turno anche nel pomeriggio stando alla guida fino alle 4 del pomeriggio».
16 ORE ALLA GUIDA - Giorgio svolge bene quel compito tanto che la capo servizio lo inserisce nelle scorte valori a tempo “pieno”, passando tutti i turni notturno alla guida e proseguendo anche quando avrebbe dovuto staccare. «Arrivavo a casa in condizioni pietose, non avevo nemmeno una relazione stabile con il mio letto, per lo più la busta paga piangeva lo stesso, visto che ero assunto con la qualifica più bassa. A luglio avevo accumulato 339 ore sui furgoni senza che questo avesse comportato un avanzamento di grado, la mia busta paga era rimasta al livello di base. E di questi turni a quanto pare non c’era traccia nell’ufficio di polizia amministrativa di Venezia Marghera: gli istituti di vigilanza hanno l’obbligo di inviare con 24 ore di anticipo i mattinali di servizio con l’elenco dei turni e dei dipendenti impiegati. Per tutto questo dico basta, non potevo resistere a stare alla guida di un furgone per 16 ore». La richiesta fatta da Giorgio sembra di buon senso: propone di rimanere 8 ore alla guida durante il turno e poi se proprio strettamente necessario di essere collocato nella scorta come terzo equipaggio, una mansione anche delicata visto che si tratta della prima persona che scende e dell’ultima che sale sul furgone. La risposta del capo servizio è allucinante: «Mi ha detto che di handicappati ne aveva già a sufficienza. Quelli che protestavano li metteva a ricoprire i turni notturni e così mancava poi il personale di giorno. Iniziai a subire varie ritorsioni. Mi rivolsi anche alla Cisl: mi consigliarono di non denunciare nessuno, mi sarei messo nei guai perché l’azienda aveva protezioni istituzionali molto forti. Il sindacato si rifiutò di fare la denuncia così io stesso vado a raccontare tutto all’Ispettorato del Lavoro».
DOCUMENTI FALSI – Nel gennaio del 2009 arriva una strana contestazione che Giorgio considera palesemente falsa. A marzo ne arriva un’altra. Torna all’ispettorato e scopre che la sua società era stata sanzionata per un milione di euro. Forse stava subendo delle ritorsioni per quella sua denuncia? «Nel luglio 2009 dopo 6 contestazioni in meno di 5 mesi vengo licenziato. Ho fatto ricorso, cambiando anche avvocato perché non avevo soldi a sufficienza per permettermi il migliore e purtroppo ho dovuto prendermi quello che passava il convento del gratuito patrocinio. Dopo tre udienze e 6 testimoni ascoltati, il giudice della sezione lavoro del tribunale di Venezia omette di ordinare alla questura di fornire i mattinali di servizio che mi riguardavano, fondamentali per far vedere come operava fuori regola quell’istituto.
Dopo vari tentativi riesco ad ottenere un appuntamento con l’ufficio dove viene depositato l’elenco dei servizi effettuati dalla società di vigilanza. Durante quell’incontro arriva la conferma di quello che sospettavo: nell’ufficio di polizia amministrativa della questura custodiscono nei propri archivi documentazione falsa e incompleta. Si sono rifiutati di consegnarmela. La potevano dare solo al giudice che però si è ben guardato dal richiederla».
SISTEMA INCROCIATO – A quanto pare dunque nessuno controlla, come dovrebbe, se quanto comunica una società di vigilanza privata sia corretto oppure no. Un sistema che sembra proteggere l’uso indiscriminato di lavoratori senza orario e senza diritti. Mandati a casa quando magari non servono più o tentano di sovvertire il meccanismo. Il giudice rigetta il ricorso, il licenziamento di Giorgio era avvenuto per giusta causa vista la sua insubordinazione nei confronti di un superiore: «il tutto solo perché mi sono rifiutato di fare quei turni interminabili. Questo paese non deve temere la mafia, deve temere gli organismi corrotti. Il giudice che mi è capitato nonostante avesse un fascicolo di contestazioni alto un metro sulla scrivania non ha avuto un briciolo di onore per far trionfare la giustizia, nessuno controlla questa gentaglia che opera con estrema libertà di manovra. Io sono siciliano e pensavo di averne viste quasi tutte e invece mi sono dovuto ricredere proprio in quel nord-est pieno di cultura della legalità, non so più in quale paese io viva. Da anni sto attendendo risposte dal ministero dell’Interno e dalla presidenza della Repubblica che vedo sempre più come istituzioni inutili».
29 gennaio 2013

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