lunedì 28 gennaio 2013

Accordo per rinnovo CCNL vigilanza privata: la parola a Fisascat Cisl

Scritto da Ilaria Garaffoni   
Domenica 27 Gennaio 2013 14:07
Intervista a Vincenzo Dell’Orefice, Segretario Nazionale Fisascat – CISL
Segretario Dell’Orefice, sono aumenti un po’ scarni dopo quattro anni di trattative…
Ma sono trascorsi quattro anni dalla scadenza proprio perché gli istituti hanno crisi di liquidità o comunque difficoltà di carattere economico, finanziario e, in certi casi, anche di ordine patrimoniale. Se il settore fosse stato in salute, avremmo fatto, e in tempi certamente più rapidi, un contratto diverso, naturalmente. I trattamenti economici non sono variabili indipendenti dal contesto. Il contesto oggettivamente influisce sulle mediazioni; chi si limita a dire “i soldi sono pochi” o vive in una bolla, o finge di non comprendere che il settore è davvero in crisi.
Aldilà di qualsiasi valutazione di merito, comunque, occorre riconoscere che stavolta non si è rinnovato un contratto: si è tecnicamente riconquistato un contratto collettivo nazionale di lavoro ad un settore che rischiava la balcanizzazione, assieme all’intera categoria di riferimento. Non posso credere che sia soltanto io oggi a ricordare che sino a qualche giorno fa incombeva sul tavolo negoziale la minaccia, brandita come una clava da una parte datoriale, di voler operare il recesso dal CCNL. Preservando la continuità del CCNL abbiamo evitato il contagio: in altri settori, e anche più redditizi di quello dei servizi di vigilanza privata, le parti datoriali hanno disdettato i CCNL ed applicato dei regolamenti unilaterali, con buona pace dei lavoratori e delle OO.SS., che si sono visti, rispettivamente, comprimere taluni istituti e mettere in posizione subalterna e meramente testimoniale. 
L’accordo interviene in una fase molto complicata per il comparto, in un contesto relazionale sfilacciato e con un contratto scaduto da più di quattro anni e che, se si fosse accumulato altro ritardo, non avrebbe visto alcun rinnovo, in quanto è facilmente verificabile che la crisi della vigilanza privata non è in via di risoluzione ma di aggravamento; in tal senso la meritoria attività informativa della vostra testata sugli accidenti che stanno colpendo questo settore può fornire un’autorevole controprova. Il caso della Dual Service, ultimo in senso cronologico, per le sue implicazioni rischia di assestare un altro duro colpo ad un comparto già in ginocchio. Avremmo dovuto aspettare altro tempo con la possibilità di registrare un ulteriore peggioramento del quadro?! Senza questo contratto, in prospettiva si sarebbe fatto ricorso a forme improprie di contrattazione anche per regolare i rapporti di lavoro delle GPG. Era essenziale restituire ai lavoratori il contratto della vigilanza privata, il loro contratto collettivo: in questo senso noi crediamo di aver fatto un buon lavoro, quantomeno improntato all’onestà e non alla demagogia ed al populismo.
Del resto chi dissente da noi, che rinnovando il CCNL ci siamo assunti delle responsabilità, ha una strada tutto sommato percorribile di fronte: mobilitarsi e costringere Assiv e le associazioni della cooperazione a riaprire un tavolo negoziale.
Gira voce che, per il rinnovo del CCNL vigilanza privata, vi fossero stati offerti 600 euro per indennità di vacanza contrattuale e 27 euro a titolo di acconto su futuri incrementi.
Ci erano stati offerti – verbalmente, e non è dettaglio di poco conto – 600 euro relativi al pregresso e 25 euro “secchi” a titolo di incremento, senza però alcuna prospettiva di rinnovare il CCNL, ma solo nell’intento di stabilire un’uscita alla vertenzialità individuale sull’indennità di vacanza contrattuale.  Ci tengo a ribadirlo, a scanso di equivoci, la proposta prevedeva solo 25 euro di incremento ed il non rinnovo del CCNL; ci si chiedeva insomma di condividere un’uscita dal CCNL che noi OO.SS. volevamo rinnovare. 
Con l’intesa sottoscritta, pur portando 450 euro a ristoro del periodo pregresso, l’aumento a regime, cioè alla scadenza della vigenza del CCNL, sarà di 80 euro. Non credo occorra essere infallibili e sopraffini matematici attuariali per comprendere che abbiamo operato la scelta più conveniente per le lavoratrici ed i lavoratori del comparto.
Passiamo alla parte normativa: quali sono le novità?
In primis l’intesa riafferma il principio che il riposo giornaliero, non cumulabile con quello settimanale di 24 ore, è di 11 ore. Si tratta di un’importante conquista per la vigilanza privata (settore, lo ricordo, dove non si applica il decreto 66/2003). A tale principio si potrà derogare solo 12 volte in un anno solare per ciascun operatore e la durata del riposo giornaliero in caso di deroga comunque non potrà essere inferiore alle nove ore. In questi anni abbiamo unitariamente concesso, e in settori nei quali si applicava integralmente il D. Lgs. 66/2003, deroghe ben più importanti. Credo che l’aver sancito anche il principio del limite massimo procapite sia un elemento che rafforza la posizione soggettiva del lavoratore, che ora potrà verificare immediatamente se viene sottoposto a forme eccessive di impiego flessibile. L’orario di lavoro nella vigilanza privata è la parte più importante del rapporto di lavoro; mitigare le spinte tendenti a disarticolare la prestazione oraria che le nostre controparti hanno espresso non è stata cosa da poco.
Un altro aspetto essenziale è il cambio d’appalto, dove si è introdotto un diritto alla conservazione di tutti i trattamenti economici e normativi precedentemente praticati, ivi compresi gli scatti di anzianità. Un grande passo avanti, anzi, e senza tema di smentita, posso affermare che le previsioni contrattuali in riferimento al cambio d’appalto ed affidamento di servizio fanno del CCNL appena sottoscritto la più avanzata forma di tutela contenuta nei contratti collettivi attualmente vigenti rispetto all’argomento.
In ordine all’orario di lavoro si è incrementata di un’ulteriore ora la flessibilità prevista dall’art. 78 del CCNL, lasciando inalterati i termini di recupero. Sempre di un’ora è cresciuta la banca delle ore, che resta comunque volontaria; sarà il singolo lavoratore a decidere se farla o non farla.
È stata inoltre introdotta la previsione dell’iscrizione alla Quas per i quadri, che diventa pertanto la cassa di assistenza sanitaria integrativa di riferimento del settore per le predette professionalità.
Sono stati aboliti i livelli Super?
Sono stati superati i livelli super, ma al personale già in servizio verrà riconosciuta un ad personam corrispondente alla differenza fra il trattamento retributivo del super e quello del nuovo livello; quindi non perderanno neanche un centesimo,  non subiranno danno economico alcuno. Inoltre per chi svolgerà mansioni ricomprese nei vecchi livelli super è prevista l’erogazione di un’indennità sempre corrispondente alla differenza fra il trattamento del livello super ed il livello d’appartenenza. Chi già lavora avrà la corresponsione allo stesso titolo e nelle medesime modalità (in termini di retribuzione diretta, indiretta e differita) di quella che aveva prima e chi sarà assunto da dopo la sottoscrizione del CCNL avrà un congruo riconoscimento economico per l’attività effettivamente svolta.
Avete anche regolato le figure del c.d. portierato di sicurezza: in che modo?
I servizi fiduciari avranno un orario di lavoro di 40 ore settimanali; si consideri che strumenti contrattuali spuri contemplano orari di lavoro oscillanti fra le 45 e le 42 ore settimanali; ci sembra dunque di aver fatto un buon servizio alle lavoratrici ed ai lavoratori cui si applicherà questo contratto. Abbiamo messo un punto fermo che migliora le condizioni di vita e di lavoro della gente. Abbiamo anche previsto che questi lavoratori abbiano l’assistenza sanitaria integrativa integralmente a carico dell’azienda col pagamento di un contributo mensile di 12 euro al mese (addirittura superiore di 2 euro a quello delle guardie giurate). Altro aspetto qualificante e da non tacere: gli operatori impiegati nei servizi fiduciari avranno diritto al pagamento integrale della malattia; in altre forme spurie di regolazione collettiva dei rapporti di lavoro raramente si arriva a coprire una quota parte della retribuzione che il lavoratore è costretto a perdere per la malattia.
In ordine al trattamento economico, per il quale è prevista la stessa progressione di aumento della vigilanza privata, si è stabilito che per un IV livello dei servizi fiduciari la retribuzione conglobata sarà dal 1° febbraio 2013 di 870,00 euro e di 930,00 euro dal 1° febbraio 2015. Per effetto del meccanismo di anticipazione sugli aumenti futuri, comunque, a regime il trattamento arriverà a 950 euro. Non male, visto che ciò che correntemente si applica in termini di partita salariale arriva a valori di molto inferiori, anche per mezzo di “effetti speciali” e dell’utilizzo smodato degli “specchietti per le allodole”: i contratti spuri che attualmente si applicano impropriamente al settore prevedono divisori orari di molto superiori (195 e/o 182), che quindi diminuiscono sensibilmente la paga oraria, rispetto a quello stabilito nel nostro CCNL, che è 173.
Salari inferiori all’ultimo contratto recentemente firmato da Uil per le stesse figure
Innanzitutto mi verrebbe da dire che non sono le stesse figure e comunque nell’altro contratto da lei citato l’orario di lavoro per i discontinui (dizione molto ambigua dentro la quale ho l’impressione che saranno ricompresi tutti i lavoratori) è di 42 ore; noi abbiamo limitato le pretese datoriali sull’introduzione per via contrattuale della discontinuità, che peraltro è strada molto perigliosa e rispetto alla quale dottrina e tecnica giuridica non sono ancora pervenute ad una definitiva soluzione.
Ma al di là delle opinioni che non hanno la pretesa di rappresentare verità assoluta, se mi è consentito, direi che noi abbiamo circoscritto la sfera di applicazione ai soli servizi fiduciari di portierato (non ci spingiamo al facchinaggio, trasporti e trasloco, per intenderci) e su queste categorie il nostro contratto è migliorativo per orario di lavoro settimanale, malattia (pagata al 100% per i primi tre giorni) e assistenza sanitaria integrativa rispetto a ciò che attualmente si pratica ai lavoratori.
Ma soprattutto – e ci tengo a sottolinearlo – noi abbiamo inquadrato le figure fiduciarie in una sfera più ampia arginandone però l’applicazione ai soli servizi “esclusi dall’applicazione del DM 269/2010”, in modo che non vi possano essere sovrapposizioni di sorta. Per essere chiaro, nella sfera del nostro CCNL ci sarà scritto: “attività  di portierato per la custodia, la sorveglianza, la fruizione di immobili e le relative attività di controllo degli accessi e regolazione del flusso di persone e merci, dove non sussistano le particolari esigenze di sicurezza di cui al D.M. n. 269/2010”.
Lo dico senza polemica, certamente non siamo stati noi a scrivere in una sfera di applicazione ipertrofica che i portieri potranno essere impiegati anche in attività di gestione anche a distanza di impianti tecnologici e di monitoraggio o a servizi di monitoraggio aree senza prevedere il benché minimo riferimento a norme che prevedono su taluni servizi l’impiego delle sole GPG.
Insomma, noi abbiamo fatto un’operazione tesa a valorizzare la filiera della sicurezza complementare.
I lavoratori chiedono se verranno interpellati prima della ratifica definitiva di questo contratto.
Com’è sempre stato, la valutazione del CCNL è affidata agli organismi statutari di Fisascat, in quanto noi, come ogni OO.SS., abbiamo in tutte le trattative il fine di rinnovare i contratti per i nostri iscritti, e non potrebbe essere altrimenti mi creda. Nel frattempo terremo assemblee informative presso i luoghi di lavoro. Effettueremo una meticolosa opera informativa presso i nostri iscritti, coloro i quali cioè ci permettono di esistere e, quindi, di negoziare. Non voglio sembrarle reticente, ma quella che le ho indicato è l’unica forma certa di consultazione; tutto il resto è demagogia.
Sono certo comunque che, data la situazione di crisi, della quale i lavoratori sono i primi ad essere preoccupati, il risultato del rinnovo sarà apprezzato e valutato per quel che è: una seria assunzione di responsabilità che non fa strage dei diritti della gente…non credo di essere l’unico a ricordare che le controparti ci avessero chiesto indietro anche il trattamento economico per i primi tre giorni di malattia di ciascun evento; cosa che abbiamo evitato con la firma di questo CCNL.
Sono certo che le lavoratrici e i lavoratori della vigilanza privata sapranno soppesare bene ciò che il contratto porta e soprattutto quel che conserva di buono. Ma soprattutto sono certo che le lavoratrici ed i lavoratori sapranno apprezzare il fatto di avere un loro contratto collettivo che ha come fulcro la figura della GPG e che li ha messi in sicurezza rispetto alla sciagurata eventualità di vedersi “trasportare”, facendo passare magari qualche anno in più dalla fatidica scadenza del 31 dicembre 2008, in un CCNL dalla sfera di applicazione che tutto ricomprende e tutto ingloba – in uno stesso trattamento retributivo, dal facchino a chi gestisce impianti tecnologici o a chi fa monitoraggio aree, ed avente istituti sia normativi che a contenuto economico peggiorativi rispetto al CCNL da noi sottoscritto.
Le lavoratrici ed i lavoratori sapranno, come sempre, distinguere il grano dal loglio.

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