sabato 26 gennaio 2013

65 esuberi alla Securitas Metronotte, chiesta la cassa integrazione a zero ore

securitas metronotte
Il gruppo Securitas Metronotte, che si occupa di vigilanza privata, ha avanzato alla Regione la richiesta di aprire una procedura di mobilità per 65 dipendenti. In particolare la proposta discussa in un vertice tenuto ieri pomeriggio è quella di una cassa integrazione a zero ore. Idea respinta con forza dai sindacati che hanno chiesto di ridurre gli esuberi e di pensare ad una cassa integrazione a rotazione. In totale il gruppo Securitas Metronotte fra Prato, Firenze, Pistoia e Arezzo conta 300 dipendenti, di cui solo 40 nella nostra città. La suddivisione degli esuberi ancora non è chiara fra le varie sedi, ciò che è certo è che è stato offerto da parte della proprietà un incentivo all’esodo pari a dieci mensilità. I sindacati e le rappresentanze sindacali unitarie comunque contestano il piano di ridimensionamento. “Nell’incontro – spiega Fabrizio Micillo dell’rsa Cgil – ci hanno detto che il gruppo ha perso solo nell’ultimo anno un milione e 200mila euro. Questi numeri però si scontrano con la reale mole di lavoro assegnata ai dipendenti. Molti di noi sono arrivati a lavorare fino a 16 ore al giorno e c’è un monte straordinari pari a 200mila ore”. La preoccupazione delle rappresentanze sindacali è duplice: da un lato la perdita di posti di lavoro, dall’altro l’ulteriore mole di straordinari alla quale sarebbero chiamati i dipendenti che non finiscono negli esuberi. “Non solo si mandano persone a casa – continua Micillo – ma chi resta a lavorare rischia di dovere stare per strada dalla mattina alla sera, con un conseguente rischio di cali di concentrazione. E questo è un lavoro dove serve sempre la mente lucida, perchè la possibilità di commettere qualche errore è sempre dietro l’angolo. Il nostro augurio è che l’azienda torni sui propri passi”.
25 Gennaio 2013

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