domenica 30 dicembre 2012

RITARDI NEI PAGAMENTI DEGLI STIPENDI E DELLE TREDICESIME

Anche il settore della sicurezza è in protesta. La Ksm security ha, infatti, proclamato lo stato di agitazione a seguito del mancato pagamento della 13° mensilità.  Il Gruppo Ksm è da oltre 100 anni società leader nel settore della sicurezza preventiva su tutto il territorio nazionale con particolare riferimento alla Regione siciliana. Il Gruppo Ksm è un nucleo di aziende che operano per la gestione di servizi per la sicurezza preventiva: Ksm Spa, Saetta trasporti Spa, Argo Srl, Ksm Service srl, Vigilpol srl, Saetta investigazioni. Vari sono i clienti della società di vigilanza, dalla Eni all’Amap, all’Università degli studi di Palermo, Italcementi ai più prestigiosi negozi del capoluogo siciliano.
“E’ inaccattabile – afferma Mimma Calabrò Segretario Generale – che i lavoratori vengano lasciati per l’ennesima volta in balia delle incertezze e, cosa ancor più grave, senza alcuna informazione di merito. Per questo motivo si è proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori. Bisogna obbligatoriamente accendere i riflettori per il comparto della vigilanza privata che vive momenti di forti criticità.
Quello che si intende denunciare è, inoltre, il “puntuale” ritardo anche dei pagamenti degli stipendi da parte dell’Azienda che, nonostante le innumerevoli richieste di incontro finalizzate a definire, in modo chiaro ed univoco, la calendarizzazione del pagamento degli emolumenti, onde evitare lo stillicidio che – oramai ogni mese – ogni lavoratore deve subire prima di ricevere quanto dovuto, ha disatteso puntualmente tutte le istanza rappresentate.
Non sono più tollerabili comportamenti aziendali unilaterali – continua Mimma Calabrò – che mettono in serie difficoltà il vissuto di ogni singolo dipendente e delle loro famiglie che, a causa dei ritardi oramai “cronici”, non riesce più ad essere affidabile e credibile rispetto al pagamento delle scadenze mensili che può avere a carico. E’ giunto il momento di fare chiarezza sulla questione, altrimenti si renderà necessario intraprendere iniziative volte a tutelare i lavoratori coinvolti”.
28 dicembre 2012

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