venerdì 14 dicembre 2012

Mille occhi in più anche a Perugia.



Il capoluogo potrà contare su più pattuglie e più uomini grazie a un protocollo d’intesa che permette agli istituti di vigilanza privata (sono cinque) di coordinarsi con le forze dell’ordine intervenendo in appoggio alle divise. Uno scatto in avanti che aggiunge altre risposte al grido d’allarme arrivato dopo la notte maledetta di maggio, quella del regolamento di conti per la droga, tra piazza Danti e Corso Vannucci.
Il protocollo d’intesa è stato firmato ieri pomeriggio in prefettura. «Si valorizza così – spiega il prefetto di Perugia, Vincenzo Cardellicchio – un modello di sicurezza integrata finalizzato a garantire stabile collegamento tra l’azione dell’amministrazione della pubblica sicurezza, le amministrazioni locali, anch’esse impegnate nella sfida della sicurezza urbana, e gli Istituti di vigilanza, che acquisiscono ulteriore professionalità per collaborare con lo Stato nella lotta alla criminalità».
Il prefetto Cardellicchio sorride. Convoca il sindaco Wladimiro Boccali, il vice presidente della provincia Aviano Rossi, i rappresentanti di polizia (Raffaele Palumbo), carabinieri (Pierugo Todini), Guardia di finanza (Vincenzo Tuzi), Corpo forestale (Paolo Lepori) e delle cinque agenzie di vigilanza privata attive in provincia nella sala che, in prefettura, ospita le riunioni del Comitato per l’ordine e la sicurezza. Insomma l’operatività. Tant’è che poi, il prefetto, si trattiene con polizia, carabinieri, finanza e forestale per un briefing immediato.
Cardellicchio spiega: «Si tratta di un accordo che si colloca nel quadro di una moderna evoluzione dei rapporti fra gli apparati di sicurezza dello Stato e la cosiddetta polizia sussidiaria». Cioè lo Stato e i vigilantes che lavorano insieme in maniera coordinata (il compito di regia toccherà alla questura) per mettere in campo più occhi in grado di controllare il territorio. Il protocollo poggia sul patto per la sicurezza e le gambe del patto hanno un ruolo attivo anche in questo nuovo progetto. Ecco perché in prima fila ci sono Comune e Provincia. L’accordo è valido per tre anni, rinnovabile per altri tre e può essere esteso ad altri Comuni.
La strategia. Sono trecento le guardie giurate delle agenzie private e chi verrà coinvolto del patto «mille occhi sulla città» verrà formato per lavorare in maniera coordinata con delle forze dell’ordine. La segnalazione e il monitoraggio sono i passaggi chiave del piano che prevede un collegamento tra le sale operative di forze dell’ordine e società di vigilanza privata. Verrà istituito un numero telefonico dedicato per le segnalazioni, ma le guardie giurate potranno ricevere indicazioni dalle varie sale operative per i controlli. Le segnalazioni verso polizia, carabinieri, finanza, forestale, polizia municipale e polizia provinciale, potranno riguardare la presenza di persone o mezzi sospetti, la segnalazione di auto o moto rubate, la segnalazione di anziani o bambini in difficoltà, di pericoli e interruzioni sulle strade o l’interruzione di servizi (acqua, gas ed energia elettrica), il degrado urbano di alcune zone della città.
Gli impegni. «Si tratta – dice il sindaco Wladimiro Boccali – di un passo in avanti verso quella gestione della sicurezza che a Perugia sta dando frutti concreti. «Stiamo recuperando i livelli di tranquilla coesistenza che malintenzionati e criminali cercano di minare. Creare una rete, un flusso di informazioni, un continuo scambio di dati può contribuire a rendere più efficace il controllo del territorio, la prevenzione, la repressione dei reati. È quello che serve ora a Perugia. Mi auguro – aggiunge il sindaco- che altri occhi si aggiungano: gli occhi dei cittadini che si fanno attori e protagonisti della loro qualità della vita partecipando alla costruzione di quella sicurezza partecipata che Perugia deve raggiungere»
Per il vice presidente della Provincia, Aviano Rossi, invece, «la cooperazione degli enti privati che operano nel campo della sicurezza complementare non potrà che arricchire l’azione di intelligence operata dalla questura e dall’Arma dei carabinieri, per consentire, insieme al servizio offerto ai clienti privati, un vantaggio per l’intera comunità».
Soddisfazione per l’accordo ha espresso il deputato del Pd, Gianpiero Bocci. «Un doveroso plauso- dice Bocci- va espresso all’iniziativa del prefetto Cardellicchio, la sottoscrizione – insieme alle autorità locali, alle forze dell’ordine e alla vigilanza privata – del protocollo. Si tratta di un ulteriore, importante passo nella direzione della prevenzione e della repressione della piaga dello spaccio e dell’immigrazione clandestina, che si aggiunge all’istituzione del nuovo Reparto prevenzione crimine. Una forte risposta dello Stato alla domanda di sicurezza che i cittadini e le istituzioni locali, in seguito ad alcuni gravi episodi che hanno ferito la nostra città, hanno espresso con determinazione al ministro Cancellieri. Grazie a questi nuovi strumenti e al lavoro straordinario delle forze dell’ordine ci sono i presupposti per poter riconsegnare ai perugini una città sicura e pienamente fruibile nelle molteplici offerte artistiche, culturali e ricreative». http://www.ilmessaggero.it/

Nessun commento:

Posta un commento