martedì 11 dicembre 2012

Brinati chiede trasparenza e scrive al Ministero dell’Interno

Come promesso, la Fisascat Cisl di Roma sta continuando la sua battaglia affinché il settore della vigilanza in generale, e la questione del cambio appalto nelle strutture sanitarie della Regione Lazio (lotti 4 e 6) in particolare, vengano gestiti con la massima trasparenza.
Il Segretario Territoriale Mauro Brinati ha inviato oggi una comunicazione urgente al Ministero dell’Interno per segnalare la dubbia correttezza (o capacità?) della Prefettura nella gestione del tanto contestato cambio appalto che vede protagonisti l’Italpol come ditta uscente e l’ATI, con Nuova Città di Roma capofila, come  parte subentrante.
I FATTI. Ripercorriamo rapidamente la vicenda: a seguito del cambio appalto, avvenuto il 26 agosto scorso, vengono dichiarati 105 esuberi. L’Italpol continua a pagare i dipendenti pur non potendoli collocare in alcun servizio, in attesa che venga applicata la clausola di salvaguardia all’occupazione, che prevede il passaggio dei lavoratori da un’azienda a un’altra in caso di cambio appalto. L’ATI continua indisturbata a non assorbire i lavoratori e ribadisce l’esubero, finché la Italpol è costretta ad aprire la procedura di licenziamento plurimo per i vigilantes in esubero. Sotto le pressioni della Fisascat Cisl di Roma, la Prefettura riapre la procedura di cambio appalto prima che il licenziamento, previsto per il 12 novembre, venga perfezionato. Come la prassi vuole, il Ministero del Lavoro presenta una proposta conciliativa che prevede il passaggio di 85 lavoratori (la rivisitazione del numero è dovuta a nuovi parametri prima non considerati). I sindacati accettano a patto che la Italpol revochi i licenziamenti attivati e rinunci al ricorso di qualsiasi forma di ammortizzatore sociale nei confronti dei lavoratori in esubero. L’Italpol accetta, mentre le aziende subentranti si riservano di dare una risposta successiva. La Prefettura, da parte sua, si impegna a prendere i necessari provvedimenti nei confronti delle aziende in ATI che non rispettino la proposta.
Nell’incontro del 16 novembre le cose vengono stravolte: l’ATI rilancia con la controproposta (inaccettabile per i sindacati) di assumere solo 65 unità, dichiarando che trattasi di un accordo preso in separata sede con la Prefettura, e annullando di fatto il potere di intervento del funzionario della Prefettura, dott.ssa De Rosa, presente al tavolo.
Di fronte a tale scelleratezza, in contrasto con la normativa di settore ad ogni livello, intervengono i Segretari Generali delle federazioni territoriali di Fisascat Cisl, Filcam Cgil e Uiltucs Uil, ripettivamente Pietro Ianni, Vittorio Pezzotti e Bartolo Iozzia, per chiedere un incontro urgente con la Prefettura affinché la procedura di cambio appalto sia definita nel rispetto della normativa prevista dalla contrattazione nazionale e territoriale; dal vademecum del 2009 sottoscritto da Prefettura, Questura, Ministero del Lavoro e Ebinvip; dalla legge regionale 16/2007; dal D.P.R. 158/2008 e dal D.M. 269/2010. La richiesta di incontro è datata 20 novembre. Ad oggi non è stato ancora dato un rtiscontro.
A quanto pare esistono numerosi  e precisi riferimenti normativi in materia di cambio appalto per il settore della vigilanza. Da cosa dipende tutta questa noncuranza da parte della Prefettura che non si limita a non far rispettare le leggi, ma addirittura le disattende in prima persona? Questa è la domanda che tormenta Mauro Brinati. C’è poca trasparenza dietro questa vicenda che ha degli effetti diretti sul futuro occupazionale di tanti vigilantes e che rischia di creare un precedente del tutto illegittimo, anzi illecito. Da questi dubbi muove la lettera che oggi il Segretario ha inviato alle autorità del Ministero dell’Interno preposte al controllo dell’operato delle prefetture. “Per quanto sopra e per altre gravissime opacità riscontrate in questi ultimi tempi nell’operato della Prefettura – e sempre regolarmente denunciate e puntualmente disattese – siamo a richiedere un Vostro autorevole intervento per ripristinare la dovuta trasparenza nel settore della vigilanza privata sul territorio di Roma e Provincia, anche al fine di garantire l’ordine pubblico, considerando l’esasperazione delle Guardie Particolari Giurate che vengono costrette in cassa integrazione a fronte di colleghi delle Società subentranti costretti a turni lavorativi di 12/16 ore giornaliere, anche ricomprese nell’orario notturno, con grave pregiudizio della loro incolumità psicofisica.” : questo è quanto richiesto oggi dal Segretario Brinati prima di ricorrere a livelli più alti di denuncia.
http://www.fisascatcislroma.it/

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