venerdì 14 dicembre 2012

Assalto coi kalashnikov al portavalori sull’A14 poi la banda è costretta a lasciare il bottino

CHIETI  – E’ finita male per i banditi la spettacolare rapina messa in atto stamattina sull’autostrada A-14 Adriatica, fra i caselli abruzzesi di Vasto Nord e Vasto Sud, in direzione Bari. Poco dopo le 8, al km 445,800, un gruppo di 7 o 8 persone armate con armi da guerra e a bordo di tre auto, ha prima affiancato e poi bloccato un furgone della società “Aquila” di Ortona. I banditi hanno esploso decine di colpi con kalashnikov e fucili a pompa, costringendo i tre dipendenti della ditta a scendere dal mezzo e sdraiarsi a terra.Mentre alcuni uomini bloccavano le auto in transito, altri due, utilizzando cesoie da carrozziere, hanno aperto la botola sul tettuccio del furgone, riuscendo a entrare e a prendere le sacche contenente il denaro. Il gruppo d’assalto si è dato alla fuga, fermandosi 4 chilometri più a sud, nei pressi del Villaggio Siv: qui i rapinatori sono scesi dalle auto  – una Porsche Cayenne, un’Alfa 159 SW e un’Audi 4 – e le hanno date alle fiamme, gettando chiodi sulla sede stradale circostante.Arrivati poi sulla Strada provinciale 181, hanno intimato l’alt a due mezzi in transito a bordo dei quali sono ripartiti in direzione sud, verso San Salvo (Chieti) dove hanno nuovamente abbandonato i veicoli nel centro abitato. Il gruppo è stato per un attimo intercettato da una pattuglia della Polstrada di Vasto Sud, ma è fuggito dopo aver esploso alcuni colpi. A questo punto è iniziata la caccia all’uomo con decine di pattuglie di carabinieri e polizia attivate, elicotteri in volo e posti di blocco su tutte le vie di collegamento verso il Molise e la Puglia.Intanto i testimoni venivano ascoltati in commissariato dal sostituto procuratore della Procura di Vasto, Enrica Medori, titolare dell’indagine. Per le tre guardie giurate a bordo del portavalori “sono stati attimi interminabili e tremendi”. “Hanno agito con estrema determinazione e organizzazione – ha raccontato uno dei tre – e ognuno sapeva perfettamente cosa fare. Erano vestiti con tute mimetiche, hanno detto poche parole che ci sembravano pronunciate in un dialetto che poteva sembrare pugliese o forse anche un po’ abruzzese”.Poco dopo le 17, però, è arrivata la svolta. Nel corso dei servizi di controllo, una pattuglia di carabinieri di Montefalcone nel Sannio (Cb) ha ordinato l’alt a un Fiat Scudo in arrivo verso il posto di blocco. Il conducente non si è fermato ed anzi ha tentato di speronare l’auto dei militari. In fuga, il furgonato ha imboccato una strada sterrata in mezzo a un uliveto dove però, dopo circa 300 metri, è stato costretto fermars. Dall’auto sono scesi tre uomini che si sono dati alla fuga nelle campagne.All’interno del furgone sono stati rinvenuti e sequestrati 2 fucili a pompa, un fucile mitragliatore kalashnikov con doppio caricatore contente oltre 40 cartucce; 2 sacchi contenenti banconote per oltre 220.000 euro; guanti e passamontagna usati dai rapinatori. Sul posto sono arrivati anche i nuclei cinofili dei carabinieri di Chieti e Falconara Marittima.Intanto le ricerche a San Salvo hanno consentito di recuperare, da una delle auto abbandonate dai banditi, un’altra parte del bottino e un fucile. La refurtiva dunque sarebbe stata tutta recuperata: 600mila euro e 3mila franchi svizzeri.Dopo qualche ora, polizia e carabinieri hanno fermato un giovane che viene ritenuto uno dei componenti del gruppo. Si tratta di un giovane pugliese di Cerignola, identificato come uno dei tre riusciti a dileguarsi nelle campagne. E’ stato rintracciato sulla statale 650, all’altezza dello svincolo di Trivento, in provincia di Campobasso. 
(14 dicembre 2012)

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